Da IOS ad Android, l’esperienza di un ragazzo messa in rete

luglio 24th, 2012 by Giuseppe Amato

Di seguita l’esperienza raccontata da Daniele, un ragazzo che lavora nel mondo dell’informatica che passa da un iPhone a un dispositivo Android:

Spesso, sui molteplici blog specializzati sparsi sul web si trovano persone, i cosiddetti fanboy, che inneggiano alla superiorità dell’uno o dell’altro SO: ovviamente stiamo parlando di Android e di iOS. Anche se può capitare, infatti, di leggere commenti di chi dimostra di aver un minimo di cognizione di causa, perlopiù si leggono conclusioni del tipo “Android è migliore perchè opensource”, oppure “iOS è più leggero e più stabile di Android”, senza argomentare la motivazione, o descrivere da cosa derivi una conclusione del genere. Anche io, personalmente, ho spesso dovuto rispondere a chi, anche in questo caso senza cognizione di causa, mi dava scherzosamente del fanatico della mela, mentre mi stilava la famosa lista di pregi di Android: multitasking reale, più app gratis, prezzo medio dei device più basso, integrazione totale in Google, ed anche qui, la famosissima parola: opensource.

Essendo l’informatica il mio pane quotidiano, nel tempo si è accesa la curiosità di toccare effettivamente con mano la maturità di questo OS open, che sta diventando così famoso. Ho avuto così modo di provare il nuovo Galaxy SIII per diversi giorni.

Dopo un rapido ripristino delle impostazioni di fabrica, inizio la fonfigurazione iniziale: e qui mi rendo subito conto di una “chicca” in comune ai 2 OS, che non pensavo fosse presente anche sul droide: il backup on the cloud, utilizzando semplicemente il proprio indirizzo di posta Gmail. Rifiuto e vado avanti, imposto il mio account, e subito dopo mi viene richiesto di inserire nome e cognome da inserire nel mio contatto personale (anche detto Profilo): in Android, c’è la possibilità di inserire i propri dati all’interno di un contatto “speciale”, chiamato “Me Stesso”, che verrà usato dalle applicazioni per reperire i dati dell’utilizzatore (es. S-Voice); Prima sorpresa: è assolutamente impossibile impostare un contatto in rubrica esistente come profilo personale. Chi ha provato iOS 6 saprà che qui, invece, è possibile selezionare un contatto in rubrica come “Me Stesso”, che verrà utilizzato da Siri per, ad esempio, portarti a casa quando dirai “Portami a casa”.

Termino la configurazione e….boom…c’è da dirlo, gli schermi AMOLED hanno una saturazione che fa venire l’acquolina in bocca a chi viene da iPhone. Ma questo ha anche i suoi contro, come sicuramente molti sapranno. Ripresomi dal primo impatto con la schermata home, inizio a scoprire il telefono, niente test di performance, solo ed esclusivamente test sulla funzionalità quotidiana! Entro nelle Impostazioni, e qui ho il mio primo pugno nello stomaco: non c’è niente da fare, chi è abituato allo scroll di iOS, avrà l’impressione di essere tornato una decina di anni indietro. Al contrario della risposta lineare dello scroll di iOS, Android non è in grado di fornire, almeno ad un novello, un movimento prevedibile: a volte lo scroll continua liscio verso la fine del menù, altre si comporta similarmente ad iOS. Differente anche la risposta, quando, durante un scroll rapido, vogliamo bloccare lo scivolamento: in iOS è decisamente più rapido e preciso.

Secondo pugno, la resa cromatica. La sensazione che ho avuto usando questo terminale è che tutta la home abbia lo stesso scopo di una vetrina: colori brillanti, sfondi e widget animati, e poi quando si usano le applicazioni vere e proprie, ci viene proposto un grigietto scuro su sfondo nero, che ricorda l’effetto negativo dell’accessibilità di iOS. Ed ancora peggiore è la scelta dei colori delle bolle dell’app nativa messaggi, che poco si accostano con la predominante grigia generale. Da questo punto di vista, massima delusione. Il sistema di correzione di iOS, inoltre è ancora inarrivabile in quanto a comodità.

Superato il primo impatto, inizio ad installare alcune app che uso spesso, tra cui Whatsapp e Facebook.

Qui Android esce nettamente vincitore, ma non per la qualità delle app stesse, praticamente identiche, ma per il modo in cui esse si integrano nel sistema: la rubrica nativa riporta quali contatti abbiano installato l’app, le informazioni dei contatti vengono completate dalle informazioni riportate su Facebook. In pratica, ogni app installata, è libera di integrarsi come vuole in Android: installando Instagram, ad esempio, potremmo condividere foto sul social network (o su whatsapp o Facebook) direttamente dall’app nativa. Parte di questa integrazione è già presente sulla beta di iOS6, ma solo per quanto riguarda Facebook: infatti le app terze, su iOS, non possono integrarsi col sistema operativo. In Android ogni app crea il suo album nell’app Immagini nativa, molto comodo. E’ anche possibile creare scorciatoie in home per i contatti e anche di app di terze parti (posso creare una scorciatoia per aprire whatsapp direttamente in una conversazione). Il widget di dropbox è utilissimo. Apple è, secondo me, un po’ troppo rigida da questo punto di vista.

Passando alle funzionalità esclusive di S3, va detto che alcune di queste sono carine, quando funzionano: “Notifica intelligente” funziona solo con le app native, e Stanby Intelligente funziona solo con buone condizioni di luce. E’ sempre una cosa in più direte voi, ed io vi rispondo, è proprio questo il problema! Spesso e volentieri sui terminali Android si trovano funzionalità native duplicate dai produttori con apposite app. Alcuni esempi, gli hub inseriti da Samsung, Calendario ed Agenda che ti chiedono “vuoi usare kies o google calendar?”, Android Beam ed S Beam, S-Voice ed il futuro Google Now; Questa duplicazione di funzioni, per me, crea confusione. La politica del metto tutto quello che posso non mi piace.

Un’altra cosa che non mi è piaciuta è il sistema di notifiche: a dispositivo bloccato, lo schermo non si accende. Non compare l’anteprima della notifica nella schermata di blocco; le app che hanno notifiche non lette vengono rappresentate solo da delle piccole icone nella barra di stato, anche a telefono bloccato. Solo l’app messaggi e telefono fanno comparire un’icona apposita nella schermata di blocco per notificarci una chiamata persa o un messaggio non letto. Su S3 c’è la possibilità di aprire direttamente dalla schermata di blocco 4 app a scelta, senza passare per la home: ho utilizzato questa funzione per rispondere velocemente ad un messaggio su whatsapp, cosa che con iOS avrei potuto fare direttamente attraverso il banner di notifica nella lock screen.

Ma più di ogni altra cosa, mi è mancata l’aria di casa. Non è fanatismo, ma pura e semplice comodità. Nel tempo, forse anche grazie alla mia influenza, molti miei amici e conoscenti hanno iniziato a fare il passaggio da telefoni classici ad iPhone. Questo ha fatto si che potessi gradualmente prendere confidenza con tutte le funzionalità più esclusive di iPhone. Così iniziai ad usare iMessage, FaceTime con la mia ragazza, Photo Streaming ed iCloud per sincronizzare iPhone, iPad e PC, e senza rendermene conto sono entrati a far parte del mio quotidiano. Certo, whatsapp è un’alternativa ad iMessage, ma chi usa davvero l’iPhone lo sa, se si può usare iMessage, si usa, anche perchè maggiormente integrato. Tornare a scrivere alla mia ragazza o ai miei amici tramite whatsapp è stato come un tuffo nel passato, ora whatsapp è un’alternativa per chi non ha iMessage. iCloud, penso siate tutti d’accordo, è ormai l’anima di iOS: sentire suonare all’unisono iPhone ed iPad per notificaremi un Promemoria o un evento, e vedere l’S3 inesorabilmente in silenzio, mi ha fatto capire quanto conti per me quest’integrazione, compresa quella di Photo Streaming, grazie al quale ho il PC sempre perfettamente allineato con tutte le foto scattate da qualsiasi device.

Per concludere, chi ha davvero utilizzato tutte le componenti dell’ecosistema iOS, non troverà difetti tecnici o prestazionali nel cimentarsi ad usare un dispositivo Android, anzi. Il problema principale per un neo androidiano veterano della mela è la presentazione, la mancanza di un ecosistema, e la difficoltà di capire il nuovo sistema. La quantità di opzioni, di app ridondanti, i mille modi di fare una cosa (addirittura app terze per mandare sms, che si sostituiscono alla nativa), l’aspetto disordinato e SCURO che ha Android, disorientano. iOS ha dalla sua un pacchetto completo di funzionalità perfettametne integrate nel sistema, che funziona, funziona bene, ed è semplice, oltre ad essere l’unico. Per fare una metafora, Android è una rotonda piena di uscite, molte delle quali portano dalla stessa parte; iOS è un’autostrada dritta con un’unica uscita per funzionalità.

Ecco perchè, ho deciso di non seguire più il droide, e rimanere in casa della mela

Stabilizzazione precari: Interviene il Segretario Generale dell’MGL Giuseppe Cardenia

luglio 15th, 2012 by Giuseppe Amato

Con un comunicato pubblicato sul sito insieme associati, il Segretario Generale dell’MGL Giuseppe Cardenia, spiega in modo semplicissimo cosa c’è da sapere sulla stabilizzazione dei precari.

Fermi sulle nostre posizioni! per ribadire che non dobbiamo demandare a terzi le proprie responsabilità in merito a mancate stabilizazioni, tanto più quando queste sono possibili e per logiche di potere e/o per assecondare secondi fini queste non trovano consensi fra le istituzioni preposte ad assumere impegni e concretizzare l’adozione di atti propedeutici all’avvio delle procedure stesse.

E’ il momento di pretendere dalle rispettive Amministrazione chiarezza nei nostri confronti, manifestare concretamente con atti formali l’intenzione vera di agire a difesa di una categoria che garantisce il buon funzionamento della macchina amministrativa come dalle stesse da sempre dichiarato .

Basta con le furbizie ! fare intravedere una volontà mascherata da intenti che asseconda altri interessi o logiche di potere, non può essere condivisa , riscontrare nel merito, situazioni di comodo che portano ad assumere posizioni di chi intende fare ma non fà o peggio ancora intende stabilizzare tutti o nessuno, deliberando procedure che per disposizioni regionali rispondono a tempi e modalità diverse .

A tal uopo intendiamo richiamare l’attenzione della categoria interessata e delle amministrazioni di riferimento preposte all’adozione di atti propedeutici all’avvio delle procedure di stabilizzazione su alcuni punti da cui non si può prescindere:

- 1 le procedure di stabilizzazione relative al personale contrattualizzato a termine sono diverse da quello utilizzato in ASU, pertanto sono da ritenere nulle quelle deliberate con unico atto formale adottato dall’esecutivo, che richiamano a riferimento la medesima norma regionale .

a) le delibere di cui sopra sono oggetto d’informativa sindacale e di eventuale concertazione con le stesse, ci chiediamo perchè nulla è stato contestato nel merito? si sconosce la normativa o volutamente si tenta di invalidare con il silenzio assenso gli atti adottati ? quali interessi ?

- 2 le procedure di stabilizazione del personale ASU comportano un’assunzione di spesa a carico dell’ente, valutata nella misura del 55% dei costi previsti per tipologia di contratto, con ricadute in negativo sul bilancio corrente e sul rispetto dei parametri di spesa da osservare in materia di assunzione personale già oggi messi in discussione; subordinare questa procedura a quella prevista a favore del personale già in forza con contratto a tempo determinato è propedeutico alla stabilizzazione degli uni e degli altri soggetti, diversamente si compromettono entrambi le posizioni .

a) norme a regime impongono agli enti di ridurre del 50% la spesa del personale con contratto a tempo determinato rispetto a quella sostenuta per la medesima tipologia contrattuale al 31 Dicembre 2009, fatta salva la spesa a regime per i rapporti in essere; la stabilizzazione del personale già contrattualizzato comporterebbe una riduzione della spesa per contratti a termine agevolando la stabilizzazione del personale ASU. quali interessi a sostenere percorsi impraticabili che arrecano danno ad entrambi le tipologie di lavoratori interessati ? ch agevola tale disinformazione ?

-3 la stabilizzazione del personale già in servizio con contratto a termine, risponde ad una mera e propria trasformazione degli stessi a tempo indeterminato, consolidando le categorie professionali e gli impegni orari, non è consentita per dettato normativo a regime alcuna riduzione oraria o forma di declassamento.

a ) quali interessi proporre al lavoratore la sottoscrizione di un contratto con la sola dote finanziaria che impegna l’ente a sottoscrivere un contratto per un numero inferiore di ore rispetto a quelle consentite dalla legge a regime senza assumere oneri a carico del proprio bilancio ?

b) quale informativa sindacale ha supportato questa teoria ? sono a conoscenza che questa misura, regolamentata da apposita norma regionale, è stata esitata per agevolare la fuoriuscita di quei lavoratori utilizzati in ASU utilizzati in enti che per accertate difficoltà di bilancio non si trovavano nella condizione di assumere a proprio carico la quota percentiuale di coofinaziamento demandata dalla legge regionale 16/06 e non già del personale contrattualizzato ? quale ruolo svolgono i funzionari preposti a supportatre tecnicamente l’operato delle giunte ? le organizzazioni sindacali quale ruolo hanno nella vicenda ?

In giro per Cattolica Eraclea

luglio 2nd, 2012 by Giuseppe Amato

Un simpatico video girato per le vie principali del nostro paese, dedicato ai nostri emigrati che non vengono da parecchi anni

ItalCementi verso la chiusura

giugno 10th, 2012 by Giuseppe Amato

Entro settembre morira’ la cementeria a Porto Empedocle. L’ ItalCementi annuncia la mobilita’ di 100 dipendenti per scarsa redditivita’ dell’ impianto.

L’annuncio tramite una nota e’ giunto come un fulmine, improvviso, inaspettato. L’Italcementi a Porto Empedocle chiude. Entro settembre la dismissione dello stabilimento. Per i circa 100 dipendenti, fra tecnici, impiegati ed operai, saranno attivate le procedure di mobilita’. Per Italcementi l’attuale crisi economica impone “una razionalizzazione del proprio apparato produttivo, che consenta all’azienda di affrontare l’attuale congiuntura attraverso la chiusura di alcuni impianti la cui redditivita’, nel mutato scenario di mercato, non presenta margini di sostenibilita’ economica. Tra questi impianti rientra la cementeria a ciclo completo di Porto Empedocle”. Durante la notte ed anche questa mattina i lavoratori hanno presidiato l’impianto ed un gruppo ha sostato lungo la statale 115 rallentando il traffico. Si va verso lo sciopero ad oltranza. L’annunciata chiusura rappresenta un duro colpo per i dipendenti, le loro famiglie ed anche per l’indotto. L’azienda Italcementi si avvale, infatti, della collaborazione di altro personale come ad esempio gli autotrasportatori. I sindacati rivendicano soluzioni che al momento non ci sono e chiedono che la questione sia affrontata in un tavolo ministeriale…

Fonte: Teleacras

Semplici richieste, da un libero cittadino, al Sig. Sindaco Dott. Nicola Termine

giugno 8th, 2012 by Giuseppe Amato

Riceviamo e pubblichiamo da Italo Taormina il seguente comunicato:

Con una riflessione da libero cittadino faccio appello alla classe politica di Cattolica Eraclea, chiedendo al Sig. Sindaco Dott. Nicola Termine, se per l’udienza sul ricorso per revoca della tarsu 2009, metterà contro i cittadini l’avvocato già pagato dall’amministrazione Piro o se prenderà un altro avvocato o, meglio ancora, se non metterà nussun avvocato e starà dalla parte dei cittadini.
Vorrei inoltre sapere, se dopo la manifestazione fatta dal Partito Democratico contro l’amministrazione Piro sulle bollette che l’IMPA aveva presentato in difetto, annullerà tutte quelle degli anni pregressi, dal 2003 al 2011.
Ricordo anche che, dopo un anno, l’Avv. Floriana Pisani della Codacons aveva vinto il ricorso alla Commissione Tributaria Regionale, presentata per alcuni comuni, dimostrando che la tassa sui solai, garage ecc. non va pagata in quanto ritenuta illegittima.
Una proposta che vorrei farle è quella di aprire uno sportello che aiuti i cittadini a presentare i ricorsi, alla Commissione Tributaria Regionale, riguardo i garage, solai ecc.
Un’altra domanda che mi sta a cuore farle e quella sull’IMU: si occuperà di far pagare la percentuale minima ai cittadini (0,2% prima casa e 0,76 seconda casa)?
Concludo ringraziandola anticipatamente e sperando che lei vada in contro ai cittadini, considerando il momento di crisi e di disoccupazione che stiamo attraversando